Il mio approccio

Cambiare non vuol dire diventare qualcun altro, ma acquisire uno sguardo nuovo su di sé e sul proprio modo di funzionare.

L'approccio costruttivista ed evolutivo

Il mio lavoro clinico si colloca nell’ambito della Psicoterapia Cognitiva ad Orientamento Costruttivista ed Evolutivo.

Questo significa, da una parte, considerare ogni persona come portatrice di una storia unica, di un modo specifico di sentire, interpretare e organizzare la propria esperienza. Ciò che viviamo, infatti, non dipende solo dagli eventi in sé, ma anche dal significato che attribuiamo a quegli eventi.

L’attenzione alla dimensione evolutiva invece, consente di guardare al presente senza separarlo dal percorso di sviluppo. Le esperienze precoci, i legami significativi e le strategie che ciascuno ha appreso per fronteggiare le difficoltà non appartengono solo al passato: continuano spesso a influenzare il modo di stare nelle relazioni, di leggere se stessi e di reagire alle difficoltà nel presente. Ogni persona infatti legge ciò che vive attraverso delle lenti costruite nel tempo; sono lenti che si formano nella storia personale, nelle relazioni significative, nelle esperienze vissute, nel modo in cui abbiamo imparato a proteggerci, a dare senso a ciò che accade e a stare con gli altri. Alcune volte queste lenti ci aiutano a orientarci nel mondo. Altre volte, invece, finiscono per farci vedere tutto in modo rigido, limitante e spesso doloroso: noi stessi, le relazioni, le difficoltà, le emozioni. La psicoterapia diventa quindi un mezzo che permette di riconoscere le lenti con cui osserviamo la realtà e, poco a poco, di modificarle, così da leggere le stesse esperienze da una prospettiva diversa, più ampia e meno sofferente.

 


Il significato del sintomo

In quest'ottica ritengo quindi fondamentale aiutare il paziente a non leggere la propria sofferenza o il sintomo come qualcosa da eliminare, ma come qualcosa che ha un significato all’interno della storia della persona: è un segnale che parla del modo in cui la persona ha costruito nel tempo il proprio modo di sentire, pensare e stare nelle relazioni, cercando di dare senso a sé, agli altri e al mondo. Nel percorso terapeutico il lavoro non consiste nel dare spiegazioni, ma nel costruire una comprensione più profonda di sé, che renda possibile un cambiamento reale. Cambiare non vuol dire diventare qualcun altro, ma acquisire uno sguardo nuovo su di sé e sul proprio modo di funzionare.

La relazione terapeutica, in questo senso, ha un ruolo centrale. È lo spazio in cui la persona può sentirsi accolta, ascoltata e compresa senza giudizio, e in cui può iniziare a riconoscere con maggiore chiarezza i propri vissuti emotivi, i propri bisogni e i propri schemi. Solo quando qualcosa viene compreso davvero, può anche trasformarsi.

La terapia offre uno spazio in cui comprendere il significato della sofferenza e costruire nuovi modi di stare con sé e in relazione con gli altri